Oltre 50 anni di Marcatura industriale
Oltre 50 anni di marcatura industriale

Storia della marcatura industriale: dalla deformazione manuale alla tracciabilità digitale

  • La marcatura industriale oggi passa soprattutto da marcatrici a micropercussione e marcatrici laser, tecnologie che permettono di trasformare un semplice codice in un vero nodo di tracciabilità digitale lungo l’intero ciclo produttivo.

 

L’evoluzione della marcatura industriale:  dalla marcatura manuale alla tracciabilità digitale

Per anni la marcatura di componenti metallici è stata affidata a punzoni manuali, martello e abilità dell’operatore, con tempi lunghi, poca ripetibilità e forte dipendenza dal fattore umano. L’evoluzione delle soluzioni BERMA ha trasformato questo approccio in un processo automatizzato, governato da software e integrato con PLC, robot e sistemi di collaudo, in cui ogni pezzo diventa identificabile in modo certo e permanente.

Oggi marcare significa generare un codice univoco, legarlo a un database, renderlo leggibile sia da operatori sia da sistemi di visione, garantendo la “vita digitale” del componente lungo tutto il suo ciclo di vita. In questo scenario le marcatrici a micropercussione e le marcatrici laser sono le tecnologie chiave per costruire sistemi di tracciabilità robusti e scalabili.

 

Marcatrici a micropercussione: quando la marcatura industriale richiede profondità e robustezza

La tecnologia delle marcatrici a micropercussione nasce per superare i limiti dei punzoni fisici in un contesto di produzione sempre più automatizzato, dove i codici cambiano continuamente. Un punzone vibrante, controllato su assi X e Y e pilotato da software, incide una sequenza di micropunti sul pezzo, creando testi, loghi, numeri di serie o codici DataMatrix permanenti.

I principali vantaggi delle marcatrici a micropercussione sono:

  • Esecuzione di Marcature profonde mantenendo basso lo stress meccanico,  ideale per garantire l’identificazione componenti metallici che devono mantenere inalterate le proprie caratteristiche strutturali e che vengono sottoposti a successivi trattamenti superficiali.
  • Nessun utensile da cambiare al variare del codice: testo, layout e parametri vengono gestiti a livello software, con grande flessibilità produttiva.
  • Possibilità di marcare codici DataMatrix ad alta leggibilità, fondamentali per la tracciabilità automatica su linee Industry 4.0.
  • Integrazione semplice in linee automatiche, con teste di marcatura leggere e compatte, controllabili via PLC e interfacciabili con sistemi MES-ERP.

Le marcatrici a micropercussione si rivelano quindi la scelta ideale quando servono codici leggibili anche dopo lavorazioni gravose, sabbiature o trattamenti superficiali, garantendo identificazione e rintracciabilità in settori come automotive, oleodinamica, meccanica pesante e stampi.

 

Marcatrici laser: precisione, estetica e zero deformazione per la marcatura industriale

Quando la deformazione meccanica non è accettabile o occorrono marcature estetiche e ad altissima definizione, entrano in gioco le marcatrici laser. Il fascio laser incide o modifica la superficie del pezzo senza contatto, permettendo di marcare metalli, plastiche, targhette e componenti finiti con grande velocità e ripetibilità.

  • Le marcatrici laser in ambito industriale offrono:
  • Assenza di deformazione del pezzo, fondamentale per componenti a pareti sottili, pezzi finiti o materiali sensibili alla percussione.
  • Qualità grafica elevatissima, con loghi, testi piccoli, simboli e codici 1D/2D perfettamente leggibili lungo tutta la filiera produttiva e logistica.
  • Marcatura indelebile di dati critici come numeri di serie, codici DataMatrix, QR code e informazioni di conformità a standard e normative.
  • Possibilità di integrazione in celle robotizzate e sistemi multi-asse, per seguire geometrie complesse, marcando in più posizioni o su pezzi di forme diverse con un’unica stazione.

Le marcatrici laser rappresentano quindi la soluzione ideale per chi cerca precisione, estetica e tracciabilità avanzata, anche in contesti regolamentati (ad esempio dispositivi industriali, automazione, apparecchiature con marcature CE o codici di manutenzione).

 

Dal marcatore alla cella integrata: il ruolo di BERMA nella marcatura industriale

L’evoluzione recente va oltre la singola marcatrice a micropercussione o marcatrice laser, e comprende anche il sistema in cui la tecnologia viene inserita. Le teste di marcatura BERMA – micropercussione o laser – lavorano sempre più spesso all’interno di celle robotizzate, su assi cartesiani o in sistemi di asservimento dove la gestione del pezzo, la marcatura, la lettura del codice e il collaudo dialogano in modo continuo.

Generalmente il flusso è strutturato in questo modo:

  • Il pezzo viene assemblato e movimentato automaticamente verso la stazione di test e prova di tenuta.
  • In caso di esito positivo, la marcatrice a micropercussione o la marcatrice laser applica il codice univoco che certifica il collaudo.
  • Il codice viene letto, validato e registrato nel sistema informativo, collegando il componente al suo gemello digitale e alla sua storia produttiva.

In questo modo la marcatura diventa una vera “firma” fisica della qualità del pezzo, e la scelta tra micropercussione e laser viene fatta in base al materiale, alla funzione del componente e ai processi successivi (trattamenti, montaggi, controlli, logistica).

 

Micropercussione o laser? Come orientare la scelta del tuo sistema di marcatura industriale

Per chi deve scegliere tra marcatrice a micropercussione e marcatrice laser, è utile ragionare in ottica di processo e tracciabilità digitale. Alcune linee guida pratiche:

 

Che si tratti di marcatrici a micropercussione o marcatrici laser,
l’obiettivo della marcatura industriale è lo stesso:
trasformare ogni codice marcato su un componente in un punto di accesso sicuro e permanente alla sua storia produttiva,
dalla prima lavorazione fino alla fine del ciclo di vita.

Padiglione 14, stand D02